LA RECENSIONE DI UN DISCO DA CONOSCERE: MIA MARTINI

In concerto (da un’idea di Maurizio Giammarco)

FONIT CETRA 1991

Scaletta: Vola – Pensieri e parole – Nel sole nel vento – Estate – Come together – Love for sale – Animali diurni – G. Pleasure – Va a Marechiaro – La mia razza – Gente distratta – This masquerade

Un documento fondamentale per comprendere la versatilità dell’immensa Mia Martini, indimenticabile e per molti versi ineguagliata interprete della canzone italiana. Qui Mimì si cimentava con il jazz, affiancata dal sassofonista Giammarco e dal suo quartetto, e prestava la propria voce a riletture jazzate in chiave moderna di canzoni proprie, dello stesso strumentista, nonché a classici fra cantautorato, pop, rock e jazz d’altri tempi. Il risultato fu un album di rara bellezza, non certo facile ma ricco di spunti e sfumature. Soltanto nella beatlesiana Come togheter i jazzisti si mettono al servizio del ritmo originale, e la forza del brano resta nell’interpretazione di Mia Martini più che nell’arrangiamento. Altrimenti tutto è svisato, fra virtuosismi ed improvvisazioni, in chiave jazz, e la voce di Mimì diventa strumento fra gli strumenti, essenziale chiave per accedere alle emozioni soprattutto in Vola (suo classico, firmato Fossati), Pensieri e parole di Battisti, Love for sale di Porter, Va a Marechiaro scrittale da Gragnaniello, la splendida e conclusiva This masquerade di Leon Russell. Meno convincenti i pezzi di Giammarco (Animali diurni e G. Pleasure) e la versione data di Gente distratta di Pino Daniele; in compenso c’è però una Estate, capolavoro di Bruno Martino, da pelle d’oca. Album straordinario e fuori dagli schemi, per riscoprire l’arte di una grandissima, estrosa, sfortunata interprete della musica italiana del Novecento.